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  ItaliaOggi: Alla Gelmini si sgonfiano i risparmi

ItaliaOggi: Alla Gelmini si sgonfiano i risparmi

27-07-2010


di Alessandra Ricciardi


C'è allarme, al ministero dell'istruzione. Perché se dovesse essere confermata la decisione del Tar del Lazio di sospendere, a decorrere dal prossimo settembre, l'applicazione dei decreti di riduzione dei quadri orari, e dunque delle cattedre e del personale, di istituti tecnici e professionali, si rischia grosso.


Non solo potrebbe saltare una parte della riforma della scuola, con tutto quello che ne consegue sul fronte organizzativo. Ma sarebbe fortemente destabilizzata anche la pax sindacale raggiunta con Cisl, Uil e Snals (proprio lo Snals che ha vinto il ricorso incriminato presso il Tar Lazio) grazie al recupero degli scatti di anzianità eliminati dalla manovra. Questi i fatti. Il Tar ha sospeso l'efficacia dei decreti per l'assenza di un parere, obbligatorio ma non vincolante, sugli stessi provvedimenti (si veda il servizio in pagina). Un errore formale, l'assenza del parere, che però vizia l'atto. I decreti in questione contribuiscono a realizzare il piano di risparmi previsto dal decreto legge 112/2008, 8 miliardi di minore spesa in tre anni, avviato lo scorso anno dal ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, attraverso una riformulazione di programmi, quadri orario, consistenza di classi e cattedre. Dalla scuola primaria fino alle superiori. Ogni anno, il ministero dell'economia deve certificare che i risparmi previsti siano conseguiti. Altrimenti scatta la clausola di salvaguardia e si taglia alla fonte la somma corrispondente al minor risparmio. Ma non è finita. Una fetta di quei risparmi debitamente certificati, pari al 30%, va destinata (questo prevede l'accordo raggiunto con i sindacati) a coprire il taglio degli scatti di anzianità previsto dall'ultima manovra correttiva dei conti pubblici, in corso di approvazione alla camera. Il Tesoro, nel dire sì al recupero degli scatti di anzianità nella scuola, lo ha legato indissolubilmente alla certificazione dei risparmi. Senza risparmi, insomma, saltano le risorse da destinare ai gradoni. Ecco perché a viale Trastevere gli uffici tecnici sono stati messi al lavoro per stendere, assieme all'Avvocatura dello stato, un ricorso al Consiglio di stato che salvi i decreti. Mentre il Cnpi, il parlamentino della scuola a cui spetta il parere, è stato già convocato d'urgenza per questa settimana per esaminare i provvedimenti. Il parere sul taglio agli orari degli istituti in questione sarà probabilmente negativo. Ma non importa. Ai fini del ministero, basta che il Cnpi si pronunci e, a quel punto, parere alla mano e ricorso depositato, ci sarebbe buone chance di rimettere tutto a posto. E disinnescare così la bomba ad orologeria del nuovo anno scolastico


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